ALBANELLA. Centro storico e dintorni. Florenzano: “LA MIA INDAGINE SU CIO’ CHE E’ ACCADUTO IN QUESTI ANNI … e senza guardare in faccia nessuno”

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Albanella 26/05/2017

Sono circa 15 giorni,giorno più giorno meno,che i lavori di rifacimento della pavimentazione di via Risorgimento sono stati ultimati(rifacimento integrale a distanza di qualche anno dalla esecuzione dei lavori peraltro mai collaudati!). E’ un tratto di strada che immette nella Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto,già Piazza Municipio, nel Centro Storico di Albanella, strategico per la sopravvivenza dei pochi servizi e delle attività commerciali che ancora restano, un tempo molteplici e fiorenti oggi ridottisi al servizio delle Poste , al  tabacchi Ferruzzi,ai  saloni da parrucchieri ,Frunzo e Gualbino,ad una macelleria nonché ad una caffetteria(a giorni cesserà l’attività e la piazza non avrà alcun servizio bar !). Un tempo,tanto tempo addietro vi era innanzitutto il Palazzo Municipale,(in ristrutturazione da 20(dico venti )anni!),il caffè storico Vernieri, i negozi di generi alimentari Maiuri e Flagello/Aufiero,la trattoria Costantino,il cinema Ferruzzi,il frantoio oleario Capozzoli,il frantoio Maiuri ,l’ oreficeria Mazza, e subito a ridosso la gioielleria Guarracino, la merceria Auricchio, il negozio di tendaggi e cornici di Clara e Wolf ,la barberia di Orvieto,la sartoria di Emilio Costantino. Quest’ultima nel tempo era diventata  punto di riferimento e di incontro per uomini attivi in politica,a livello locale ma anche in ambiti provinciale,regionale e nazionale. La sua “bottega” ospitava,in aggiunta ai clienti,  amici,parenti,conoscenti, compari, con i quali ci si confrontava,si commentavano accadimenti e si discuteva di programmi e di politica, sempre però con alla base quel rispetto che nasce dall’intelligenza e dal buon senso  che mai sconfinava nel pettegolezzo e nella maldicenza. Mi scuso per la digressione che pur ritengo di non secondaria importanza trattando del fulcro del Centro Storico di Albanella,già Piazza Municipio e poi ribattezzata,per capriccio di qualche personaggio, di Cavalieri di Vittorio Veneto.

Il tratto di strada ri-pavimentato di Via Risorgimento,incomprensibilmente, resta chiuso al traffico(con una modalità inconsueta,un mezzo meccanico-un muletto- che sbarra l’ingresso all’imbocco di Piazza Marconi).

Nessuna informazione per gli abitanti di Albanella che,in verità, hanno scelto di non avere diritto di cittadinanza forse temendo ritorsioni se solo dovessero,quei pochi eletti,passare dal bisbigliare qualche parola di disapprovazione all’aperta e coraggiosa condanna. Il senso civico non alberga da queste parti.                                              

La RI- pavimentazione di Via Risorgimento rientra nei lavori di riqualificazione urbana del Centro Storico di Albanella. Lavori che,per la limitata documentazione concessami,in sede di accesso agli atti,presentano più di una zona d’ombra e che, a mio avviso, ne rendono difficile il collaudo. A parte il giudizio  della popolazione che ritiene la scelta progettuale del tutto infelice in ordine,”in primis”, al “Museo” , lontano dal centro storico,isolato e a ridosso del Santuario di Santa Sofia.C’è da chiedersi, che ci azzecca (alla Di Pietro maniera),il museo, con la riqualificazione del Centro Storico?

Sulla  esecuzione dell’opera,riporto di seguito alcuni documenti che mi sembrano confermare le zone d’ombra.

-Con la nota esplicativa dell’08/10/2008,n.10221 di prot,il Comune di Albanella,tramite il responsabile del Settore Tecnico, comunicava alla Soprintendenza di Salerno che si era provveduto alla pulizia generale dell’area di cantiere  comportante anche l’abbattimento del fatiscente manufatto esistente(casolare/fienile della famiglia Morra) senza preventivo nulla osta( della anzidetta Soprintendenza) ritenuto dall’Amministrazione non necessario  in quanto:

a)”il manufatto,Casolare-Fienile,non ricade nel perimetro del Centro Storico”(mi chiedo e chiedo a voi abitanti di Albanella,  per lavori di riqualificazione del Centro Storico di Albanella si intendono o meno lavori da eseguirsi nel perimetro del Centro Storico e se così è, ove le parole abbiano un senso, come è possibile che l’intervento di maggiore consistenza,il MUSEO SCEMPIO, viene eseguito fuori dal  suo perimetro ?

b)”il manufatto pur essendo databile 1930/1940 è privo di valore artistico in quanto non è opera di autore non più vivente(da informazioni assunte da persone attendibili, sembrerebbe che si sia attribuita al figlio un’opera eseguita dal di lui padre ,Mastro muratore dell’epoca).

Le altre condizioni rappresentate nella nota esplicativa in ordine all’abbattimento non andavano previamente rappresentate alla Soprintendenza e soltanto dopo essere stati autorizzati   procedere all’abbattimento del Casolare ?  

Si è preferito mettere la Soprintendenza di fronte al fatto compiuto! Per quale ragione?

E così la riqualificazione non solo non riguarda il centro storico ma in più viene demolita arbitrariamente una struttura che per molti presentava particolari costruttivi da custodire!

In breve l’area su cui sorge lo SCEMPIO/MUSEO è fuori dal perimetro del Centro Storico, per ammissione  della stessa Amministrazione Comunale.

L’opera che non riesce a vedere la fine è cosa altra e diversa dalla Riqualificazione urbana del centro storico di Albanella.

  1. b) Con nota del 23/09/2009 prot25324,la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Salerno ed Avellino,in riscontro alla nota n.9855 del 2 sett.2009 del Comune approva la perizia di variante e ne subordina l’efficacia  alle seguenti condizioni:

i lavori dovranno essere affidati ad imprese edili in possesso dell’iscrizione all’ANC(Albo nazionale costruttori) con la categoria OG2;

-il tipo di pietra dovrà essere concordato con i tecnici della Soprintendenza sulla base di campionature.

c)con nota dell’08/03/2010 n.3023 di prot. il Comune di Albanella contesta la anzidetta prima condizione, apposta dalla Soprintendenza, della iscrizione della ditta esecutrice alla cat.OG2,chiedendo di volerla rimuovere ovvero di volerla limitare esclusivamente alle lavorazioni riferibili ai lavori di restauro.  Anche qui viene spontaneo chiedersi , che interesse aveva il Comune a chiederne la rimozione?

d)con nota n.14018 di prot.del 27 Maggio 2010,la Soprintendenza accoglie l’istanza rappresentata dal Comune di Albanella. Si direbbe che la Soprintendenza stranamente non abbia le idee chiare. Cade spesso in contraddizione .(E’  il caso della demolizione del Casone /Fienile, è il caso della mancata iscrizione della ditta esecutrice dei lavori all’ANC con la categoria OG2).

A distanza di alcuni anni e precisamente nell’anno 2015,la Soprintendenza,a seguito di sopralluogo rileva:

-che la pietra utilizzata è di scadente qualità(ma allora non è stata preventivamente concordata? E quale la ragione?di chi la responsabilità?). E’ tutto così illogico!

-che la posa in opera della stessa pavimentazione non segue un disegno organico,né risulta concordata con la Soprintendenza e,ancora,che le rifiniture della pavimentazione ai bordi dei fabbricati e marciapiedi sono realizzate in modo superficiale;(Se il Comune si fosse attenuto al rispetto delle condizioni poste dalla Soprintendenza,in ordine alla richiesta iscrizione della ditta esecutrice all’A.N.C. con la cat.OG2,nonché ad una scelta concordata e preventiva del tipo di pietra da utilizzare,avremmo avuto lo stesso risultato ?

Il risultato è che la pavimentazione ,tutta la pavimentazione , a cominciare dalla Piazza Municipio/Cavalieri di Vittorio Veneto,deve essere rimossa e riposizionata in ossequio alle previsioni di progetto.

Chi ha sbagliato paghi.

Quale è stato l’interesse, in contrario,del Comune?

In conclusione,ai soli fini di contenere il tutto entro limiti di attenzione del lettore,riporto l’ estratto dell’elenco prezzi  relativo alla pavimentazione della Piazza e delle vie che da essa si dipartono:

-fornitura e posa in opera di lastre di pietra locale “arenaria”, di spessore cm.8/10 con caratteristiche fisico meccaniche idonee alla carrabilità,poste in opera secondo i disegni di progetto(questi contrastano con l’elenco prezzi  prevedendo la pietra locale con uno spessore di 6/8 cm).

La pietra utilizzata non è pietra locale

Non possiede le caratteristiche di progetto.

Lo spessore,per di più,è di gran lunga inferiore ai 6/8/10 cm.

La posa in opera non rispetta i disegni di progetto.

Dall’esame dello stato d’avanzamento e del certificato di pagamento risulta però che l’importo liquidato alla ditta ,nonostante lo spessore della pietra di 2/3/4cm e la qualità scadente e il pressapochismo della posa in opera,è ,orribile a dirsi,quello previsto dalla variante per un lavoro a regola d’arte e l’utilizzo di un tipo di pietra altro e dallo spessore di 6/8/10 cm.

Con nota del 29/07/2016,prot.n.2016,il Direttore Generale della Giunta Regionale della Campania,dott.ssa Maria Somma fornisce indicazioni in ordine alla  conclusione e alla funzionalità dell’intervento entro il 31 marzo 2017,come stabilito dagli orientamenti di chiusura del 2007/2013 di cui alla decisione….e scongiurare il rischio del mancato riconoscimento delle risorse afferenti al progetto.

Ad oggi i lavori non sono stati ultimati(Se poi si considera che tutta la pavimentazione della Piazza deve essere rifatta!)

Alla fine non si corre il rischio di dover restituire la somma assegnata e per la  non regolarità dell’esecuzione… e per il mancato rispetto dei tempi?

Non ci si meraviglia più di niente. Scarsa diligenza,competenza o malafede?

Chissà forse anche per il popolo di Albanella esiste un giudice a…..(Salerno).

Intanto chi sarà il tecnico collaudatore?

La Regione e la Soprintendenza quali provvedimenti adotteranno?

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Il tratto di strada ri-pavimentato di via Risorgimento è stato riaperto al traffico il 27 maggio . Non si sa se i lavori siano stati collaudati.

Tutto tace!

E’ un Comune così strano,il nostro!

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Informazioni su orestemottola

BIOGRAFIA A MODO MIO Oreste Mottola è nato a Altavilla Silentina nel 1960. Il diploma in agraria è del 1979 dopo aver abbandonato gli iniziali studi liceali. Nell’anno prima del terremoto, evento spartiacque per la sua generazione, due viaggi lo influenzeranno molto. Con l’amico Rosario Lucia, quasi come nei “diari della motocicletta” di Che Guevara, percorreranno l’intera Valle del Calore – luogo a lui fino a quel momento sconosciuto – e, da quel punto in poi, ai problemi del comprensorio tra Vallo di Diano e Cilento dedicherà il suo impegno civile prima ancora che professionale. Nell’isola spagnola di Maiorca è protagonista di un raduno giovanile internazionalista dedicato al Mediterraneo. Invece di spiccare il volo per ben altri lidi resta qui, tra Paestum e il Cervati, Persano e monte Motola. Giornalista, è stato per quasi vent’anni collaboratore del quotidiano “Il Mattino”. Attualmente è in forze al settimanale “Unico”. E’ autore di diverse pubblicazioni editoriali, tra le quali “I paesi delle Ombre”, ed. Magna Graecia

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