ALBURNI alle prese con l’eolico selvaggio. ORESTE MOTTOLA. “Prima ti faccio abbattere la casa perché non è accatastata e poi metto il palo di energia eolica dove dico io”

Nella foto: le torri eoliche sovrastano un’azienda agricola

ORESTE MOTTOLA. “Prima ti faccio abbattere la casa perché non è accatastata e poi metto il palo di energia eolica dove dico io”. E’ la minaccia che riceve un contadino ostinato che non vuole rinunciare a ritirare quel “ricorso” contro le pale dell’Acea Electrabel. Ma non è la società ad agire. A muoversi sono una sorta di plenipotenziari locali a livelli altri di potere in un piccolo comune. “Io rispondevo che erano troppo vicine alla mia abitazione e che ostacolavano la mia normale attività di allevatore”. Lo racconta non una ma due, tre volte, ai magistrati che lo interrogano e che stentano a  credere a quello che l’agricoltore evidenzia.  Qui non c’è delinquenza organizzata e i pubblici amministratori hanno immagini di paciosi padri di famiglia. In un paese che si sente tutta una grande famiglia. Per questo il contadino, che ha anche una certa età, stenta a credere che si possa arrivare a ciò. Anche i magistrati  si sono fatti la sua stessa idea. Che è successo?.  E’ che un po’ di gente, non ci sta. Ritiene giusto che t’incazzi quando scopri, e gli uffici comunali ora te lo mettono per iscritto a fatto compiuto mentre in passato nessuno lo diceva, che ogni palo dell’energia eolica, ha attivato una fascia di rispetto di almeno mezzo chilometro, dove non puoi costruire o ristrutturare. Con case che nella zona di Zonzo hanno ospitato il brigante Tranchella ed i suoi,  o i tanti che vi passavano per le sue Taverne, prima che la Statale 19 diventasse tale, quand’era ancora la Popilia. Le pale girano, non si può muovere una pietra. Che fai, chiedi i danni biologici quando ti accorgi di star diventando sordo a furia di essere esposto a rumori di fondo per almeno  quattro volte superiori a quelli che la legge stabilisce?  Annina ancora va a fare la bracciante agricola nella sottostante Piana del Sele: “Alle 4 di notte devo prendere l’autobus di Morriello. Certe notti il rumore non mi fa chiudere occhio”. Nicola racconta che per capire bene le parole dei Tg deve tenere alto il volume del suo apparecchio televisivo. Ti rode anche l’aspetto, nient’affatto secondario, chela scelta del posto dove issare la pala, che dà diritto a quel “ristoro ambientale”  di 3mila euro all’anno non è determinato su aspetti oggettivi  ma su criteri discrezionali. Per non parlare dell’aspetto “occupazionale”, sempre sbandierato, ma che va a gratificare solo un paio di “soliti noti”.  Quando  tutto questo succede su di un’area di quasi mille ettari ed al confine tra tre comuni  è facile pensare che , oltre alle 34 pale eoliche, girino molte p…. di privati cittadini. “Che si trovano senza più diritti e con un  valore delle loro proprietà immobiliari notevolmente diminuito”, come ci racconta Piero Forlano del comitato “Postiglione per l’ambiente”.  E con un’area vastissima letteralmente mummificata per almeno i prossimi tre decenni. Le discussioni sul “Monte della Difesa”, parco eolico con 34 aerogeneratori e 28,9 MW, di proprietà di Aceaelectralabel, per ora si sono trasferite presso il Tribunale di Salerno. C’è in corso un’indagine penale , mentre vanno avanti  le cause, in sede civile, di tipo risarcitorio, avanzate da chi abita nella zona. Molti di loro si rivolti all’avvocato Vito Cornetta. Aceaelectrabel  si contrappone con un pool di sei, sette, legali romani. Davide contro Golia, insomma. Non solo. “Prima ti faccio abbattere la casa perché non è accatastata e poi ti faccio mettere il palo di energia eolica”, il contadino A.G. è tra coloro che non ne hanno voluto sapere di rinunciare all’azione giudiziaria. E che poi è andato dai carabinieri a raccontare della minaccia ricevuta da persone  “autorevolissime e potenti” del suo comune. Nessun nome, ancora, perché sulla vicenda indaga il pm Maria Chiara Minerva, della Procura di Salerno.

Sull’intera area interessata all’installazione degli aerogeneratori risultano presenti diverse unità abitative stabilmente abitate o giornalmente utilizzate dai conduttori dei fondi, ma soprattutto regolarmente censite. Tali insediamenti urbani esistenti non risultano riportati sulle planimetrie in atti e/o nella documentazione in atti. ( sbianchettamento o errore di digitalizzazione?) .

Ecco i paesi e le colline dove sorgeranno le nuove pale
ORESTE MOTTOLA. Una nuova invasione di pale eoliche si prepara per la zona degli Alburni e l’Alto Sele. Presso gli uffici regionali giacciono numerose richieste di varie società. “Sorgenia” vorrebbe, a Postiglione,  la zona di Piana del Fico.  A Caggiano: Pietra dei Monaci, Serra Cardone, Toppa del Vento, monte Moschiolone e Toppa dell’Arpa. “Gamesa” si concentra sulle colline tra Eboli e Battipaglia, e poi i vasti pianori che guardano direttamente i monti Alburni, nel triangolo formato dai confini tra Altavilla Silentina, Albanella e Castelcivita. Molto ambita è anche Campagna dove “Sorgenia”  vuole realizzare grandi parchi eolici nelle zone di Serra Lunga e Piano del Corniale. Su Laviano e Santomenna hanno messo  gli occhi sia Sbs Power che la Icq. Sarà però a Montesano sulla Marcellana che “Sorgenia” si appresta a realizzare la più grande concentrazione di pale eoliche. Per il momento si tratta ancora di progetti su carta, destinati però, in breve termine a diventare pale eoliche che intercettano il vento.
Serre, Postiglione e Sicignano degli Alburni
Trentaquattro pale eoliche su 3mila ettari, il campo dell’energia è qui
ORESTE MOTTOLA
“Fusione per incorporazione”,  questa è la formula con la quale l’Ecoint srl, la società fondata da Antonio Aquara diventa Acea Electrabel Spa e così la presidenza viene assunta dall’ingegnere Marco Cavalleggeri.  E’ il novembre del 2004 quando l’imprenditore di Ottati viene estromesso dalla gestione societaria. L’Acea Electrabel fa subito le cose in grande ed avvia l’entrata in esercizio del parco eolico al quale verrà dato il nome di  “Monte della Difesa”. Ad aver intuito le potenzialità della zona è Aquara ma non i soldi per avviare l’investimento. Il parco eolico sorge nei comuni di Postiglione, Serre e Sicignano degli Alburni, con una potenza installata di 28,9 MW.  L’impianto è costituito da 34 generatori eolici da 850 kW disposti secondo una configurazione “a grappolo” su un’area di incidenza pari a circa 3.000 ettari, connessi mediante feeder di media tensione in cavo alla stazione elettrica 20/150 kV di Sicignano degli Alburni, di proprietà di Terna, che costituisce l’interfaccia di connessione della centrale eolica alla Rete di Trasmissione Nazionale lungo la tratta di collegamento AT 150 kV Campagna-Contursi Terme. Monte della Difesa è entrato in esercizio commerciale il 20 ottobre 2008. Contestualmente, è stato riconosciuto alla Società il diritto all’esercizio per la produzione dei certificati verdi. Le zone interessate sono per Postiglione quelle di Zonzo, Taverne Vecchie e Duchessa, per Serre è la zona di Peragineta,  e per Sicignano degli Alburni quel “Monte della Difesa” che viene usato per la denominazione generale.  La maggior parte delle proteste popolari si registrano nelle campagne di Postiglione dove accanto a chi ha i benefici  dell’aver fittato un terreno ad Acea Electrabel c’è il vicino a carico del quale sono scattate le relative “servitù” e i vincoli di in edificabilità. La questione è stata oggetto di accese discussioni nel corso dell’ultima campagna elettorale.

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Informazioni su orestemottola

BIOGRAFIA A MODO MIO Oreste Mottola è nato a Altavilla Silentina nel 1960. Il diploma in agraria è del 1979 dopo aver abbandonato gli iniziali studi liceali. Nell’anno prima del terremoto, evento spartiacque per la sua generazione, due viaggi lo influenzeranno molto. Con l’amico Rosario Lucia, quasi come nei “diari della motocicletta” di Che Guevara, percorreranno l’intera Valle del Calore – luogo a lui fino a quel momento sconosciuto – e, da quel punto in poi, ai problemi del comprensorio tra Vallo di Diano e Cilento dedicherà il suo impegno civile prima ancora che professionale. Nell’isola spagnola di Maiorca è protagonista di un raduno giovanile internazionalista dedicato al Mediterraneo. Invece di spiccare il volo per ben altri lidi resta qui, tra Paestum e il Cervati, Persano e monte Motola. Giornalista, è stato per quasi vent’anni collaboratore del quotidiano “Il Mattino”. Attualmente è in forze al settimanale “Unico”. E’ autore di diverse pubblicazioni editoriali, tra le quali “I paesi delle Ombre”, ed. Magna Graecia

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