L’APPELLO DEL PESTANO CAPACCESE. “I motivi per i quali mi è impossibile raccogliere il vostro appello al voto. Perchè dovrei fidarmi di chi ha già tradito? Io me ne torno nella mia ignoranza; Oreste lo minacciano, Gennaro s´è ritirato dall´agone, ma io dico che hanno minacciato pure lui… e chi sognava di volare alto è stato messo in cabina di pilotaggio…”

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LETTERA APERTA DI UN PESTANO CAPACCESE AI NOSTRI POLITICI…
“Sono un capaccese che non voterà perché non capisce. Mi reputo un ignorante, forse è per questo che non capisco. Allora chiedo lumi ai professori, ai dottori, a quelli che sanno, che fanno, anche perché pure gli ingnoranti come me si fanno delle domande. Anzi, sembrerebbe che il desiderio di conoscenza sia l´unico passo verso la comprensione. Se così fosse, tutta la prosopopea, la certezza e il decisionismo dei cosiddetti saggi sarebbe in contraddizione con il sapere e qua già potrei perdermi nei ristretti limiti delle mie valutazioni. Ma diamo per assunto che chi decide ne sa più di me.
Vorrei, quindi, chiedere a chi sapesse rispondermi, perché si procede solo ora alle dozzine di pseudo-finti asfalti stradali, quando per anni in quelle “fosse” vi sono morti ragazzi, sfondati ammortizzatori, verificatisi incidenti d´auto. Hanno reso un inferno anche le più semplici passeggiate in macchina. Forse perché ci sono le elezioni, è per questo che spalmano catrame col pennello? E quando quella leccata sarà lavata via dalla pioggia, le gelate ed i trattori – tra qualche mese – chi mi dice che potrò fidarmi di chi ha già tradito? Diciamo che io, da ignorante quale sono, non so come si asfalta per bene una strada, ma se qualcuno me lo spiegasse mi farebbe un gran favore.
Altra domanda.
Ma quelle palle montate nei templi così perigliosamente inseguite – per noi ancora da pagare con i nostri soldi – dalla massima autorità cittadina, ma perchè devono trovare per forza una sistemazione, che tra l´altro costerebbe, a prescindere dal posto scelto, altri 500.000 Euro? Altri soldi da Spartire? Ditemi di no, vi prego. E ancora, ma tanto intelletto può essere figlio del desiderio di accontentare orde votanti bramose di organizzare eventi “pallosi” (riferito alle cupole)?
Altro dubbio
A Capaccio ci sono oltre 50 Hotel (correggetemi se sbaglio), ma era veramente necessario spostare la Borsa dove vi sono solo due bar e qualche rigattiere ? Che beneficio porta una Borsa del turismo lontana dall´economia della ricezione turistica. Cinquanta Hotel!!!!… A dire il vero, un hotel vicino ai tempi c´è, ma non posso pensare che tale scelta, di interesse privato, sia la giustificazione per uomini così ravveduti e ligi al senso del bene della comunità cittadina.
Sarà sicuramente una casualità.
Strana coincidenza.
Ma come, la Biocogein che che ha messo a ferro e fuoco gli antibiogas…, proprio sotto le elezioni, abbassa la guardia e il giudice decide che per ora la centrale non si fa e che i cittadini possono stare tranquilli!…E purtroppo je so´ ´gnurant, ch´aggia fa´.
Ah, un´altra domanda.
All´ultima udienza del processo Chernoby, il nostro sindaco c´è andato o quant´altro? No perché sembra che l´inchiesta stia per andare in prescrizione e tutte quelle migliaia di intercettazioni lapalissiane andrebbero perse al vento o sotterrate come lo schifo che ci fanno mangiare e respirare. Speriamo ci sia andato.
Ovviamente, siccome ho detto che non andrò a votare, ho delle remore anche sui programmi degli altri candidati,per quel poco che ne possa capire un ignorante come me. Così avrei delle domande anche per il Palumbo di Cicerale, e questo non perché lui non sia un discendente diretto dei nobili elleni e solo un pedemontano d´alta quota. Non ne faccio una questione d´appartenenza, tant´è che apprezzo immensamente l´operato del Zuchtriegel austro-ungarico. Ma il ciceralese che s´è messo in testa di salvare Capaccio vagheggiando di “risistemare la pineta” a me mi puzza. Parla di soldi che dovrebbero arrivare dall´Europa, altre strutture, piazze. Ma mi dite per chi…, per togliere i frangivento all´agricoltura? Per pavimentare anche il mare e lasciare che “investitori” amici riciclino (si può dire?) là i loro soldi? Palumbo Palumbo….. E poi tutte ´ste teorie pseudo-urbanistiche teorizzate non da tecnici ma da incompetenti in materia mi terrorizzano. Piste ciclabili impercorribili, sporcizia ovunque, amianto, e tu invece di risistemare sradichi le piante ed edifichi. Ma secondo te i turisti che adesso vengono lo fanno per vedere il mare dalla spiaggia o per ammirare la nuova urbanizzazione da qualche piazza con sfondo mare? Qualcuno ha già avuto sentore dell´affare litoranea, tant´é che sembra interessato a strutture ricettive per immigrati. Il sembra, ovviamente, è di un ignorante come me, ma se fossi sicuro delle cose, come taluni, direi: certamente.
Quello che veramente non capisco è questo accanimento a voler costruire a prescindere. Senza fare analisi serie del tessuto sociale, economico, impatti ambientali, turismo archeologico. Non si parla mai di sostituire, ma solo di aggiungere altro cemento.
Non voto perché nessuno propone soluzioni che mi sembrerebbero ovvie. Io sono ignorante, ma pure gli ignoranti servono. Spesso votano, ma a volte no.
Mi piacerebbe che quei 400.000 visitatori all´anno tra cui molti ragazzi di medie e superiori – potessero noleggiare delle biciclette ed arrivare con una pista ciclabile degna di tal nome sino a Capaccio Scalo e dare così slancio all´economia di un paese che solo nel nome è Capaccio-Paestum, ma nella realtà è solo Paestum. Una pista lontana dalla strada, lontana da auto sfrecciati e puzzolenti. Parliamo di numeri importanti. Quattrocentomila! Sono più di mille persone al giorno. Una risorsa immensa costretta, relegata nell´area degli scavi senza nessuna possibilità di fuga. Ma possibile che solo un cretino come me se ne accorga? Potrebbero essere una risorsa importante anche per i tanti hotel del comune. Se solo questi turisti, studenti, avessero la possibilità di fare delle attività che li tenesse impegnati per più tempo oltre le due ore di inutile camminate tra blocchi di travertino (per loro questo sono) e la mezz´ora al museo. La cosa più importante: una magnifica, funzionale, sicura, pista ciclabile tra la frescura delle piante per una bella pedalata fino a Capaccio Scalo e poi a seguire per Hera Argiva, passando per la bufalara di Gromola. E sarebbe solo una tappa. L´altra tappa, ben più, importante sarebbe quella che il sindaco, chiunque egli sia, ed i suoi amministratori, si armassero di documenti e depliant ed andassero in giro per le scuole a proporre il progetto “Visita ai templi di Paestum”, in cui i prof. fossero informati dell´importanza didattica dei percorsi storici della cultura che da Paestum ed Hera Argiva (quest´ultima tra i primi esempi al mondo di correzione ottica in architettura) hanno poi portato alla Madonna del Granato attraverso la dea Hera, anche ella con un melograno in mano. Dovrebbero parlare, sempre ai prof., dell´importanza urbanistica di Paestum e della similitudine e differenze dell´impianto viario con Pompei e Napoli, magari in sale, dislocate lungo il percorso ciclistico, con dei plastici; spiegare loro i motivi della perfezione dei templi di paestum e di come fu risolto il problema della soluzione d´angolo. La Bufalara di Gromola, uno dei primi esempi di architettura sociale, rientrerebbe di diritto nell´evoluzione sociale e urbanistica di Paestum, che le bufale le ha sempre viste raffigurate tra i templi. La bufalara è abbandonata, murata, ridotta al peggiore dei ruderi. Una presenza vergognosa per la sua incuria. Insomma, in un percorso in bici, didatticamente, i prof. potrebbero affrontare e collegare storia, arte, architettura, antropologia culturale, religioni. Si potrebbero riutilizzare strutture dismesse, che ce ne sono, anche per realizzare locali di ristorazione a tema, illuminati con torce, come nell´antichità, in cui i ragazzi, per una sola volta nella loro vita avrebbero la possibilità mangiare ciò che mangiavano greci e romani (un giorno senza Mc Donald non sarebbe una gran perdita). La didattica incomincerebbe la mattina e finirebbe la sera del giorno dopo tra una passeggiata, i pasti fuori e il cinema 3d in Piazza Santini. Ma ne vogliamo parlare? Forse è meglio di no. Io me ne torno nella mia ignoranza; Oreste lo minacciano, Gennaro s´è ritirato dall´agone, ma io dico che hanno minacciato pure lui… e chi sognava di volare alto è stato messo in cabina di pilotaggio…
Non credo ci sia mai stata un´elezione così importante per Paestum. È in arrivo il momento di non ritorno e noi lo supereremo alla grande, senza freni e senza capire. Io non vi capisco. Sono ignorante.”
Vincenzo Di Masi

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Informazioni su orestemottola

BIOGRAFIA A MODO MIO Oreste Mottola è nato a Altavilla Silentina nel 1960. Il diploma in agraria è del 1979 dopo aver abbandonato gli iniziali studi liceali. Nell’anno prima del terremoto, evento spartiacque per la sua generazione, due viaggi lo influenzeranno molto. Con l’amico Rosario Lucia, quasi come nei “diari della motocicletta” di Che Guevara, percorreranno l’intera Valle del Calore – luogo a lui fino a quel momento sconosciuto – e, da quel punto in poi, ai problemi del comprensorio tra Vallo di Diano e Cilento dedicherà il suo impegno civile prima ancora che professionale. Nell’isola spagnola di Maiorca è protagonista di un raduno giovanile internazionalista dedicato al Mediterraneo. Invece di spiccare il volo per ben altri lidi resta qui, tra Paestum e il Cervati, Persano e monte Motola. Giornalista, è stato per quasi vent’anni collaboratore del quotidiano “Il Mattino”. Attualmente è in forze al settimanale “Unico”. E’ autore di diverse pubblicazioni editoriali, tra le quali “I paesi delle Ombre”, ed. Magna Graecia

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