PISCIOTTA: Gli ulivi cari a Ungaretti sono sotto attacco. La denuncia arriva da Napoli

 

 

ASSISE DELLA CITTA’ DI NAPOLI E DEL MEZZOGIORNO D’ITALIA

LO SVILUPPO DI PISCIOTTA NON E’ NELLA CEMENTIFICAZIONE

 

A Pisciotta, Comune del Parco naturale del Cilento e del Vallo di  Diano , come Ungaretti scrisse “ in mezzo sono ulivi sparsi come pecore a frotte”.

Non vorremmo che gli ulivi come pecore a frotte scomparissero e fossero sostituiti da 70.000 nuovi metri cubi di cemento, previsto dal Piano urbanistico comunale.

Al posto di 10.000 metri quadrati di uliveti potremmo vedere villette in fila;  e destinate a chi ? Forse a chi vuole la casa per l’estate. Vale cancellare e perdere una peculiarità di cui si deve essere fieri per un futuro miserabile, per un’economia povera prodotta da qualche chilo di alimentari comprato in un supermercato e per file di ombrelloni da installare sulla spiaggia che diverrebbe simile ad un carnaio in due mesi estivi? E poi sarà il deserto.

In nome dello sviluppo e del turismo vogliono costruire. Costruire case.

I costruttori del mattone legano lo sviluppo al cemento: interessata e arbitraria convinzione della diffusa incultura. Questi signori si informino sulle teorie, sui modelli, sulle politiche dello sviluppo, sul processo per far crescere l’economia in una comunità.

E si faccia politica dell’ambiente, che non gioca in difesa ma per lo sviluppo armonioso.

Una volta terminata l’edificazione Pisciotta non sarà più Pisciotta. Perché frequentarla?

Le ASSISE dicono di SI allo sviluppo dell’intelligenza,  quindi del civismo.

Le ASSISE non rivolgono appelli . Sperano che finalmente si capisca che è il paesaggio che abbiamo, sono le risorse naturali che ci sono state donate dalla natura,  che vanno riscoperte da parte di Cittadini, che hanno il dovere di non lasciarsi imbonire e persuadere , né intimidire ma  di controllare ed essere esigenti verso coloro che hanno eletto per non essere  vittime della razionalità limitata, di scelte di un futuro privo di orizzonti vasti,  indicato da parolai affaristi mascherati da mecenati, da lobbisti travestiti da uomini di cultura  lungimiranti, di rapinatori non indigeni che derubano e che profittano delle ricchezze del territorio e trasformano gli abitanti padroni della terra in servitori di interessi altri.

Le ASSISE ricordano al Presidente del Parco,  agli Amministratori ed agli Abitanti di Pisciotta che devono riscoprire il  loro dovere,  in quanto chiamati a salvaguardare e valorizzare  ciò che c’è per  trasmettere alle future generazioni l’amore per le radici in un ambiente migliorato, respingendo ogni esclusiva mercantile attività manifesta o nascosta.

Immaginare di rifiutare la propria storia per creare paradisi artificiali , invocando lo sviluppo a sproposito ed  il turismo da qualificare, è la tentazione che è copertura per chi vuole perseguire  l’arricchimento rapido e non desidera ricordare che queste imprese, anche in Campania, e nello stesso Cilento, hanno prodotto desertificazione e stravolgimento. Esempio clamoroso è lo scempio perpetrato distruggendo la pineta di Castel Volturno.

Pisciotta   rischia di cancellare la vera ricchezza col miraggio di insediamenti non necessari per la sana economia ed inutili , che snaturerebbero la caratteristica del luogo,  uniformerebbero al peggio, ed allontanerebbero gli amanti della natura, danneggiando il buon turismo.

Anche Italia Nostra e comitati encomiabili e coraggiosi di donne ed uomini hanno manifestato dubbi, perplessità, opposizione a Piani annunciati, contrabbandati per attività proprie dello sviluppo.

Le ASSISE confidano nella onestà intellettuale dei vertici delle Istituzioni, in diverso modo responsabili , e ricordano che il paesaggio del Parco è un bene dell’Umanità, appartiene ad un ‘unicum’ del Cilento e del Paese e non è nella disponibilità di esigue maggioranze consiliari o di studi professionali. L’ipocrisia e la menzogna non sono estranee a comportamenti di perbenisti in giacca e cravatta  insediati in luoghi di potere , che strumentalmente e concordemente chiamano bene per i cittadini il loro particolare interesse non sempre lecito che spinge anche a modificare norme o a crearne nuove, riclassificando, introducendo criteri finalizzati agli obiettivi delle lobby costituite di vecchia e nuova generazione.

L’insipienza dei  progettisti,  del  progetto  e di chi lo sostiene farà  si  che i giovani di domani saranno costretti , se verrà realizzata la speculazione edilizia, a subire le inevitabili conseguenze sullo stato socio-culturale-ambientale e rileggeranno lo scritto del Poeta Ungaretti per sapere come era la Pisciotta di un tempo ed i nomi degli Amministratori di oggi e dei complici non saranno oggetto di buon ricordo.

Vincerà la saggezza o i suggeritori della violenza alla natura ed allo sviluppo autentico?

Napoli , 28 Agosto 2017      www.napoliassise.it      Il Comitato scientifico delle Assise

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Informazioni su orestemottola

BIOGRAFIA A MODO MIO Oreste Mottola è nato a Altavilla Silentina nel 1960. Il diploma in agraria è del 1979 dopo aver abbandonato gli iniziali studi liceali. Nell’anno prima del terremoto, evento spartiacque per la sua generazione, due viaggi lo influenzeranno molto. Con l’amico Rosario Lucia, quasi come nei “diari della motocicletta” di Che Guevara, percorreranno l’intera Valle del Calore – luogo a lui fino a quel momento sconosciuto – e, da quel punto in poi, ai problemi del comprensorio tra Vallo di Diano e Cilento dedicherà il suo impegno civile prima ancora che professionale. Nell’isola spagnola di Maiorca è protagonista di un raduno giovanile internazionalista dedicato al Mediterraneo. Invece di spiccare il volo per ben altri lidi resta qui, tra Paestum e il Cervati, Persano e monte Motola. Giornalista, è stato per quasi vent’anni collaboratore del quotidiano “Il Mattino”. Attualmente è in forze al settimanale “Unico”. E’ autore di diverse pubblicazioni editoriali, tra le quali “I paesi delle Ombre”, ed. Magna Graecia

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