UNA RIFLESSIONE PESTANA. “Noi, figli del Tuffatore”

NOI FIGLI DEL TUFFATORE. Tempo fa mi chiedevo qual è il mio luogo dell’anima concedendomi un raggio di non più di una ventina di chilometri da dove sono nato e vivo. Gli Alburni? Un unicum troppo vasto per poterlo ridurre a un punto. Il Cilento? Un’area estesa artificialmente a bella posta tra un outlet e l’inutile sede dell’ente inutile Parco. Poi a un tratto mi è arrivata illuminazione: io sento la forza del nostro passato e presente quando sosto davanti al “Tuffatore” che mi parla di gioventù, vino, gioco, musica, trapasso/trasformazione… con lievità e profondità. Perchè noi che siamo nati da queste parti qui siamo un po’ tutte le cose che quell’anonimo pittore affrescatore di tombe mise – immagino anche frettolosamente – in quell’opera che è giunta misteriosamente fino a noi… [Oreste Mottola]

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Informazioni su orestemottola

BIOGRAFIA A MODO MIO Oreste Mottola è nato a Altavilla Silentina nel 1960. Il diploma in agraria è del 1979 dopo aver abbandonato gli iniziali studi liceali. Nell’anno prima del terremoto, evento spartiacque per la sua generazione, due viaggi lo influenzeranno molto. Con l’amico Rosario Lucia, quasi come nei “diari della motocicletta” di Che Guevara, percorreranno l’intera Valle del Calore – luogo a lui fino a quel momento sconosciuto – e, da quel punto in poi, ai problemi del comprensorio tra Vallo di Diano e Cilento dedicherà il suo impegno civile prima ancora che professionale. Nell’isola spagnola di Maiorca è protagonista di un raduno giovanile internazionalista dedicato al Mediterraneo. Invece di spiccare il volo per ben altri lidi resta qui, tra Paestum e il Cervati, Persano e monte Motola. Giornalista, è stato per quasi vent’anni collaboratore del quotidiano “Il Mattino”. Attualmente è in forze al settimanale “Unico”. E’ autore di diverse pubblicazioni editoriali, tra le quali “I paesi delle Ombre”, ed. Magna Graecia

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